Quadro Normativo

Dal sito del G.S.E.

L’art. 11 del Decreto Legislativo 16/03/1999 n. 79 ha introdotto l’obbligo, a carico dei produttori e degli importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili, di immettere nel sistema elettrico nazionale, a decorrere dal 2002, una quota minima di elettricità prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili entrati in esercizio dopo il 1° Aprile 1999.

Produttori ed importatori soggetti all’obbligo possono adempiervi immettendo in rete elettricità prodotta da fonti rinnovabili oppure acquistando da altri produttori titoli, chiamati certificati verdi (CV), comprovanti la produzione dell’equivalente quota.
Il Decreto Legislativo n. 387/03, con il quale è stata recepita in Italia la Direttiva 2001/77/CE, si propone la promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’energia e recepisce la definizione di fonte rinnovabile di cui alla summenzionata Direttiva riportata nella sezioneIncentivazioni Fonti Rinnovabili.

Il Ministro delle Attività Produttive, di concerto col Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 20, comma 8 del Decreto Legislativo n. 387/03, emanò il 24 ottobre 2005 il Decreto recante “Aggiornamento delle direttive per l’incentivazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79” che, nell’abrogare i DM 11 novembre 1999 e 18 marzo 2002, ha dettato nuove disposizioni per la qualificazione degli impianti a fonte rinnovabile (qualificazione IAFR) e per l’emissione dei certificati verdi.

In attuazione di quanto previsto dall’art. 11, comma 1 del DM 24/10/2005, il GSE ha adottato le procedure tecniche per la qualificazione IAFR e per l’emissione dei certificati verdi sottoponendole, per la relativa approvazione, ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Dette Procedure sono state approvate con Decreto del 21 dicembre 2007, pubblicato, unitamente alle Procedure, nella Gazzetta Ufficiale n. 16 del 19/1/2008, supplemento ordinario.

La legge finanziaria 2007 (legge 27/12/2006 n. 296, art. 1 comma 1117) prevede che, dal 1/1/2007, i finanziamenti e gli incentivi pubblici di competenza statale finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili, sono concedibili esclusivamente per la produzione di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definite dalla Direttiva 2001/77/CE, tra le quali rientra la parte biodegradabile dei rifiuti e non rientra la parte non biodegradabile dei rifiuti.

La legge finanziaria 2008 (legge 24/12/2007 n. 244, art. 2 comma 137) prevede che, per gli impianti a rifiuti autorizzati e non ancora in esercizio e, in via prioritaria, per quelli in costruzione o entrati in esercizio fino alla data del 31 dicembre 2008, sia prevista una eventuale procedura di deroga, completata dal Ministro dello sviluppo economico entro il 31/12/2009. Sono comunque fatti salvi i finanziamenti e gli incentivi concessi, senza distinzione fra parte biodegradabile e parte non biodegradabile, ad impianti ammessi agli incentivi per motivi connessi alla situazione di emergenza rifiuti che sia stata dichiarata con provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri entro il 31/12/2006.

Relativamente alla quantificazione della quota di energia elettrica incentivabile, in quanto imputabile ad alimentazione da fonti energetiche rinnovabili, prodotta in impianti che impiegano anche fonti energetiche non rinnovabili, la legge finanziaria 2008 (art. 2 comma 143) prevede che:

1. con un decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, saranno stabilite le modalità di calcolo di tale quota;
2. ogni 3 anni dalla data di emanazione del suddetto decreto il GSE, con il supporto tecnico e normativo del Comitato termotecnico italiano (CTI), svilupperà e sottoporrà all’approvazione del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, l’aggiornamento delle procedure e dei metodi per la determinazione della quota di produzione di energia elettrica imputabile alle fonti energetiche rinnovabili;
3. nelle more della emanazione del suddetto decreto, la quota di produzione di energia elettrica imputabile a fonti rinnovabili riconosciuta ai fini dell’accesso ai meccanismi incentivanti è pari al 51 per cento della produzione complessiva per tutta la durata degli incentivi nei seguenti casi: a) impiego di rifiuti urbani a valle della raccolta differenziata; b) impiego di combustibile da rifiuti, prodotto esclusivamente da rifiuti urbani.

I medesimi concetti sono riportati anche nel DM 18/12/2008 (art. 19 comma 2), che precisa altresì che, nelle more della pubblicazione del previsto decreto (di cui al punto 1 del precedente elenco) nonché nelle more dell’aggiornamento delle procedure tecniche del GSE di qualificazione degli impianti, la valutazione della quota di produzione imputabile alla frazione biodegradabile dei rifiuti, diversi da quelli urbani a valle della raccolta differenziata e dai combustibili da rifiuti prodotti esclusivamente da rifiuti urbani, è fatta secondo le attuali procedure tecniche del GSE approvate con D.M. 21/12/2007.

La Legge Finanziaria 2008 (articolo 2, commi da 144 a 154) e la Legge 29 novembre 2007 n. 222 (cd. Collegato alla Finanziaria 2008 articolo 26, comma 4-bis) introducono ulteriori importanti novità relativamente alla incentivazione dell’energia prodotta da impianti a fonti rinnovabili.

Inoltre in data 18/12/2008 il Ministro dello Sviluppo Economico di concerto col Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emesso il Decreto “Incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ai sensi dell’articolo 2, comma 150, della legge 24 dicembre 2007, n. 244” (di seguito identificato come DM 18/12/2008) che abroga il Decreto 24/10/2005, e stabilisce le modalità attuative dei nuovi meccanismi di incentivazione di seguito riportati.

1. Nuovi meccanismi di incentivazione per gli impianti in esercizio a partire dal 1°Gennaio 2008

I meccanismi incentivanti da applicarsi alla produzione netta di energia elettrica da impianti:

a) entrati in esercizio dopo il 31/12/2007 a seguito di nuova costruzione, riattivazione, rifacimento totale e parziale, potenziamento, alimentati da:

  • fonti rinnovabili;
  • rifiuti non totalmente biodegradabili o più in generale impianti ibridi per la quota parte di energia elettrica ascrivibile alla fonte rinnovabile;

b) termoelettrici a fonte convenzionale in esercizio prima del 1/4/1999 e che iniziano ad operare come centrali ibride dopo il 31/12/2007,

sono sinteticamente illustrati di seguito.

1.1. Tipo e durata dell’incentivazione

Per impianti che entrino in esercizio a decorrere dal 1° gennaio 2008, i Produttori possono richiedere l’incentivazione mediante Certificati Verdi (CV) o, per gli impianti di potenza nominale media annua non superiore ad 1 MW (200 kW per la fonte eolica) e su richiesta esplicita del Produttore, mediante la corresponsione di una Tariffa Omnicomprensiva (TO) per un periodo di 15 anni.

Possono accedere ai meccanismi di incentivazione esclusivamente gli impianti collegati alla rete elettrica aventi una potenza nominale media annua non inferiore a 1 kW.

Si precisa che, ai sensi dell’articolo 2 del DM 18 dicembre 2008, la potenza nominale media annua è data:

  • per gli impianti idroelettrici, dalla potenza nominale media riportata nel Decreto di concessione di derivazione d’acqua espressa in MW, tenendo conto della decurtazione conseguente all’applicazione del deflusso minimo vitale;
  • per gli altri impianti, salvo e impregiudicato quanto sarà definito nelle procedure di qualifica che saranno approvate da MSE e MATTM, è valutata come somma delle potenze attive massime erogabili dai gruppi generatori dell’impianto.